StelleSoleLuna

Frammenti brillanti di stelle lucenti, Astro solare sorgente di vita, Argenteo disco di luce specchiata. Il Nostro cielo dove trovare un punto di incontro, con Amicizia, Armonia, Rispetto.
 
PortaleIndiceFAQCercaIscrivitiAccedi
Condividere | 
 

 Ma... in quanto modi si chiama...

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
SPIRITO



Numero di messaggi: 2908
Data d'iscrizione: 05.10.08
Età: 64
Località: Prato

MessaggioOggetto: Ma... in quanto modi si chiama...   Gio Nov 04 2010, 22:54

Gira , gira per gli HD, bada te che ti ritrovo: Lei, con tutti i nomi possibili
per farsi riconoscere da tutti Razz
A
Aiuola
: la preferita dagli ambientalisti. Decora le città e dona un
piacevole tocco di eleganza ai giardinetti urbani
Amichetta o Michetta: nel primo caso è così detta perché conforta, la
seconda è buona come il pane

B
Babbu: versione stupida nel dialetto catanese. Infatti viene così chiamato anche
una persona di scarsa intelligenza; ad esempio "'U Babbu di to' soru" significa "
quello stupido di tua sorella"
Baccalaru: baccalà versione ittica siciliana. Si usa consumarlo col limone.
Attenzione alle spine
Barbisa: lett. "portatrice di barba" nel dialetto lombardo. Raro nelle
versioni più giovani
Bernarda: nome proprio di vagina. Da non confondere con S. Bernardo, è un altra cosa.
Ricordiamo il compianto Mike Bongiorno che la conobbe come la Fernarda, ma sempre lei è
Bigiojra: rivisitazione piemontese. La sua pronuncia è tutt'ora ignota
Borna: in dialetto valdostano, significa "buco"
Boschetto: cfr. Aiuola. Come la prima è molto amata dagli ambientalisti,
la differenza sta nell'essere più cospicua
Brigna: dialetto lombardo-piemontese. Viene detta anche Broegna o Fregna
Buco : in tempo di guerra ogni buco è trincea; in tempo di carestia, ogni buco è galleria.

C
Castagna: in versione autunnale. Spinosa, ma molto piacevole, specie
se riscaldata nell'apposita padella
Cestella, Cestunia e Gisberra: versioni campane arcaiche ormai usate
da ben pochi,tutte originate dal comune Cesta. Un tempo la Cestella si
usava nei campi, durante i raccolti ed era una vera gioia riempirla
Ciaccarella: rivisitazione agronocerina (campania). In Sicilia si usa la
variante Ciaccazza, una sorta di pessima Ciaccarella
Ciomma: rara rivisitazione campana. Fu celebre in matematica per il
detto "cambiando l'ordine degli addendi la Ciomma non varia"
Cianno: si usa nel dialetto Foggiano con l'espressione "ù ciann d mamm't!".
Originato dall'asserzione che "le donn' ù ciann" (le donne ce l'hanno)
Cicala: versione zoologica, molto amata dagli entomologi; usa frinire,
specie d'estate,stagione degli accoppiamenti. Si usa in Toscana
Ciogna: è risaputo che i bambini li porta la Ciogna. Usata nel dialetto
Ascolano
Ciola: versione lucana. Da non confondersi con la Ciolla che è tutta
un'altra cosa. Ne esiste una versione più minuta, la Ciorciola, molto
apprezzata in Trentino
Ciornia : versione di origine russa. Famoso il coro dedicatole "Ochi Ciornie".
Largamente usata dai redattori di "Le Ore", "Caballero" e "Climax Color", fogli
carpentieristici pre-internet
Ciucia: altra versione campana poco usata
Ciuetta: civetta : versione rapace, la si incontra soprattutto di notte e la si
riconosce dall'inconfondibile richiamo. Si dice che accompagnasse le anime dei
defunti, beati loro! Viene anche citata nell'inno dell’Ascoli
Cocchia: rivisitazione centro-marchigiana. Celebre il detto "non mettere la
Cocchia davanti ai buoi"
Cosetta: versione piccola e maliziosa
Cunnu: versione insulare, nota agli autori di proverbi sia sardi che siciliani,
come testimoniano i due detti Su Cunnu ca raccuddau mamma rua bagassa
(trad. dal sardo: "quel Cunnu regalatati da quella donatrice di Cunnu di tua madre")
e Tira cchiù assai 'npilu di Cunnu ca 'na parigghia di voi (la traduzione dal
siciliano è piuttosto nota anche all'estero)
Curciu: versione salentina. Apprezzata dai lettori, la Casa Editrice Curciu

F
Fagiana: versione pennuta amata dai cacciatori. Viene usata nel ferrarese
con la richiesta: "posso impallinarti la fagiana?"
Faglia: versione da terremoto
Farfalla o Farfallina: versione zoologica, molto apprezzata dagli entomologi
Fedda (fetta) o Faddacca: Siciliano, spesso pronunciato come "Si' 'na bedda
fedda 'i Muluni" (sei una bella fetta di anguria)
Fessa: cfr. Babbu. Altra versione particolarmente stupida. In Calabria
diventa Fissa, cioè immobile
Figa:classico dei classici, noto anche nella sua rivisitazione ortolana di Fica,
saporito frutto dell'albero di fico. Molto apprezzata in Toscana essa si legge
fi'c'a, come sostiene Nanni Moretti oppure ficha, fia o fiha, secondo altre lezioni.
Celebre la moglie di Shrek Fiona (Ficona)
Finferla: abbreviazione di finta ferla, cioè finto fungo. L'allusione all'apparato
riproduttivo delle ife non si limita alla sola Finferla, giacché esiste anche la
Trifola, nota appunta per i Funghi Trifolati, nel caso la vagina abbia la candida
Fiorellino: per gli hippy e gli amanti della natura. Celebre in merito la
canzonetta porno di,Francesco de Gregori Buonanotte Fiorellino. È anche il
fratello di Fiorello, ma non attira quanto la versione femminile Fiorellino non
hai creduto alla storiella dell’ ape e del polline, vero?
Folpa: rivisitazione veneto-ittica
Fragola: versione agricola
Fregna: variante romana
Fresca: molto apprezzata in estate. Tipica in Abruzzo
Frice: molto apprezzata nel Friuli
Frisillu: versione salentina nel linguaggio femminile,delle nonne soprattutto
Fritoea: rivisitazione agricola veneta

G
Giangiacoma: ancora un nome proprio di vagina, ma assomiglia più a qualcosa
di malattia.Espressione molto in voga nella Città senza Nome Detta anche
Ciuffa in età da asilo, ma è piuttosto rara (a differenza del Messié Parblé)
Gigia: Ulteriore nome proprio di vagina. Si usa in Veneto per indicarne una
particolarmente sfigata.
Gnegna: in Val d'Aosta
Gnocca: insieme ai Tortellini, un tipo di pasta ripiena molto apprezzata d
agli intenditori, da cui il celebre proverbio Sabato trippa e domenica Gnocca!.
Si usa dire "Che Gnocca!" ad un bel piatto di pasta
Grotta: per speleologi
Guersa: gergo portuale genovese

I
Iolanda: nome proprio di vagina. Rivisitazione in chiave Luciano Littizzetto
K
Kracatoa: tipica orientale... molto esplosiva!
M
Micia: a differenza della topa, miagola
Mona: dal quadro di Leonardo da vinci, la Mona Lisa . si usa in veneto, e di
solito sbatte la porta urlando.
Mozza: priva di arti. Tipica di Carrara
Mussa: dal francese mousse. Si usa in Liguria

N
N' tacca: Campania
Nicchiu o Nacchiu: e dintorni. In Calabria si usa chiamarla Nnicchiu
Nerciu: versione salentina (terza) nel linguaggio maschile arso

P
Pacchio: catanese (siculo)
Pacciocciu: rivisitazione sassarese
Palisse: Rivisitazione friulana
Panole: rivisitazione agricola friulana
Parusoéa: sempre veneto, etimologia incerta
Passera: cfr. Fagiana. Versione avio-zoologica molto apprezzata dai cacciatori
Patacca o Petacchia: versione monetale, di poco valore. Dialetto Romagnolo
Patanacca: versione genovese (carlofortina, molto volgare)
Patata: ottima nell'insalata e nel minestrone. Di solito si fa lessa o fritta.
La versione più "giovane", la Patatina, si trova chiusa in confezioni argentate
ed è di solito molto salata
Patonza: versione internazionale
Paparedda (piccola papera): cfr. Fagiana, versione pennuta. Molto in voga in
Sicilia ,Pepa
Perdesca : versione potentina
Pesce: versione ittica tarantina. Da non confondere con il la sua
controparte maschile. In Campania si usa la variante Pescia e anche qui
da non confondere con Pescia ridente cittadina in prov. di Pistoia
Petèra : versione massese
Pettinissa: letteralmente pettinata. Si usa in Calabria e provincia
Picchia: variante usata a Terni
Piccione : versione zoologica molto in voga al Sud. In Calabria con la
variante Picciuni
Picu: altra versione pennuta, prettamente salentina
Pillittu: utilizzato nell'entroterra sardo
Pilu: autentica versione calabrese. Nota grazie alla campagna elettorale
di Cetto Laqualunque: "Cchiù Pilu ppi' tutti"
Pinnaccio: da spinnacciare, termine campidanese!
Pisciotta: rivisitazione Campana. In lucano si usa la variante Pisco, da
non confondersi con la prima persona singolare di pisciare - piscio - cosa
ben diversa. In Puglia si usa anche Piscianno, variante usata da Bari in su,
che è la terza persona plurale
Pisciu: altra versione siciliana, da non confondersi con "piscia", usato
invece per definire il corrispettivo maschile.
Pizzotta: Tale termine è usato in Ciociaria.
Poscia: sinonimo ottocentesco di poi, forse per il fatto che alla domanda
"Me la dai?" la risposta di solito era appunto "Poscia!". Tale termine è
ancora usato in Campania
Pota: rivisitazione bergamasca doc, nonché famoso intercalare. A Livorno si
usa l'analoga Potta, in alternativa a "fia". Celebre in tal merito la
versione ecclesiale di Potta Pia
Pottaminchie (porta-peni) : Sicilia, Catania e dintorni
Pucchiacchia o Pucchiacca: nota in Campania
Puscio: espressione lucana
Pri- (o Pi-)stiddru (pistillo) : cfr. Fiorellino. Altra rivisitazione
in chiave botanico-floreale. Si usa nel cosentino
Prugna: altra versione agricola. Da prendere in modiche dosi, se abusata
può essere causa di forti effetti lassativi

Q
Qualsiasi parola terminante in -e- purché inserita in una frase ricca di
ammiccamenti e gestacci: sì i friulani pensano solo a quella...

S
Sarda: cfr. Baccalaru, dal nome del pesce da consumarsi sotto sale. Tipica
la frase T'alliccassi 'a sarda (leccherei con piacere la Sarda), che indica
il gesto compiuto dai gatti con tale pesce. In uso in Sicilia
Sciacca: deliziosa località della costa sud della Sicilia, nota per il
proverbio nun c'è sciroccu senza acqua, nun c'è fimmina senza sciacca
(non c'è Scirocco senza pioggia, non c'è donna senza Sciacca)
Senca: versione colta, giacché abbreviazione di Seneca. Campania
Sgniacchera: versione ferrarese
Sorca: der. zool.da sorcio sorcia topa da non confondere con la pantegana.
Tipica esclamazione romana su bella ragazza
Sticchio: termine riferito alle sacre piaghe dei martiri, si dice infatti
Sticchio di Santo. Usato in Sicilia.
Sticchia: termine Calabrese per indicare la vagina. Forse deriv. da pagamento che costicchia
Su toppi: versione sarda
Susina: cfr. Prugna. Rivisitazione agricola friulana

T
Tacca : tipica dai cacciatori che amano mettersela sul proprio fucile ad
ogni preda presa. Si usa presso La Spezia
Tana: cfr. Buco. Rifugio nei tempi bui, chiunque vorrebbe averne una in cui
ripararsi. Si usa dire anche "Donna nana tutta tana!!!"
Topa: Toscano triviale molto in uso anche negli alti ceti da non confondere con
la pantegana.
Trattore, treno, autostrada Firenze mare, galleria del monte Bianco, quell'affare là,
azienda, gattina, chitarrina, passerottina, fisarmonica, passerotta, mona, picchia,
crepaccia, pucchiacca, tacchina, topa, sorca, patonza (due volte), bernarda, gnocca,
gnacchera, anonima sequestri, vagina, vulva : versione Benigni

U
Ubicazione per pene : versione geografica, molto simile al più domestico Pottaminchie
Udda: in versione sarda. Da qui il tipico detto "Chi ha orecchie per udire udda".

V
Verzella: piccola Verza. Ottima in insalata. Versione barese.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.internazionale.it
CaPuCiNe



Numero di messaggi: 29
Data d'iscrizione: 28.03.08

MessaggioOggetto: Re: Ma... in quanto modi si chiama...   Sab Nov 06 2010, 11:41

study
Tornare in alto Andare in basso
 

Ma... in quanto modi si chiama...

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 su1

 Argomenti simili

-
» Crimini verso i propri figli... quanto può essere orribili la razza umana?
» non so trovare un titolo a questo capitolo della mia vita
» quanto costa adottare un bambino?
» cc nails..gel a 1,67!
» io però, mo c'ho paura perchè gli embrioni icsi non sono buoni come quelli

Permesso del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
StelleSoleLuna :: -